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A tutte le parrocchie del nostro decanato, a quelle dei decanati di Cesano Boscone e di Magenta nonché a persone esterne ai suddetti ma interessate a frequentare questa interessante opportunità sono stati fatti pervenire dépliants e locandine.
Importante è, tuttavia, ricordare il perché ed il senso della partecipazione alla Scuola di Teologia rivolta esplicitamente ai laici della Diocesi. Si tratta di un'iniziativa la cui titolarità risiede nel vicario di zona che si avvale della collaborazione attiva di un gruppo di laici i quali si occupano sia dell'organizzazione tecnica sia della condivisione del progetto e della diffusione della sua conoscenza.
I docenti del Seminario Arcivescovile di Milano provvedono all'elaborazione dei programmi ed allo svolgimento effettivo delle lezioni.
Lo scopo della Scuola è quello di offrire una formazione teologica di base, occasione straordinaria per formare laici capaci di un'autentica riflessione critica ispirata dalla fede cristiana. Essa assume, dunque, un aspetto culturale e, pur assomigliando alla catechesi per adulti, è più impegnativa in quanto offre un approfondimento critico a nozioni di fede già conosciute. Quest'ultimo aspetto può essere apprezzato anche da coloro che, non aderendo alla fede cristiana, sono desiderosi di conoscerla e di comprendere il nesso tra fede e ragione.
Il percorso ha una scansione quinquennale e sviluppa via via i seguenti temi: biblico, antropologico, cristologico, ecclesiologico-sacramentale, morale. Anche se, frequentando i cinque anni si ha una descrizione completa dell'intera teologia, l'impostazione annuale è monografica e, pertanto, è possibile iscriversi e frequentare le lezioni decidendo di volta in volta.
Ogni anno è strutturato in quattro unità di quattro lezioni ciascuna tenute dallo stesso docente del Seminario a cui si aggiunge una lezione introduttiva che serve a far comprendere il senso di ciò che verrà sviluppato successivamente.
Interessante è sapere che la prima Scuola di Teologia per Laici cominciò nell'anno pastorale 1997-1998 a Cinisello Balsamo da un'intuizione di mons. Antonio Barone, sotto la regia di don Aristide Fumagalli. Il progetto iniziale, affinato nel corso degli anni, coinvolse successivamente altre zone pastorali della nostra diocesi: Lecco (zona III), Melegnano (zona VI), Rho (zona IV), Gazzada (zona II). Attualmente le Scuole di Teologia sono aperte ad Abbiategrasso presso la Basilica di S. Maria Nuova (zona VI) col coinvolgimento dei decanati limitrofi di Cesano Boscone e di Magenta, ad Oreno di Vimercate (zona V) ed a Cernusco sul Naviglio (zona VI).
Ad Abbiategrasso, in questo terzo anno dal titolo "Il DIo di Gesù Cristo " il cui inizio è previsto per martedì 28 settembre 2010.
Per il contenuto dettagliato del corso,
vi invitiamo a scaricare il depliant o la locandina.
In sintesi:
- Il tema del terzo anno sarà "Il Dio di Gesù Cristo - Introduzione alla cristologia e alla teologia trinitaria".
- Gli incontri si terranno presso la Basilica di Santa Maria Nuova ad Abbiategrasso con frequenza settimanale dalle ore 21,00 alle ore 23,00.
- Non si richiede un determinato titolo di studio.
- La scuola è aperta anche a coloro che non avessero frequentato il primo anno di corso.
- La quota di partecipazione, a copertura delle spese di gestione, è fissata
in € 50.
- Verrà rilasciato un attestato di partecipazione a coloro che avranno frequentato almeno 11 lezioni.
- La frequenza sarà valida come aggiornamento IRC se integrata con il percorso pedagogico-didattico proposto dal Servizio per l’IRC della Diocesi di Milano.
- Le iscrizioni vengono raccolte entro il 31 luglio 2010.
Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alle rispettive parrocchie, oppure presso:
- Parrocchia di santa Maria Nuova - Abbiategrasso (Elisa Cucchi) tel. 02.9465323 - fax 02.94050126.
SCARICA IL DEPLIANT INFORMATIVO CON LA SCHEDA D'SCRIZIONE
SCARICA LA LOCANDINA DEL CORSO
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Scuola di Teologia per Laici – Anno III
Il Dio di Gesù Cristo
Introduzione alla cristologia e alla teologia trinitaria
Più di trent’anni fa (nel 1979), Giovanni Paolo II, nell’Enciclica “Redemptor hominis” che inaugurava il suo pontificato, scriveva:
"Per l'apertura fatta dal Concilio Vaticano II, la Chiesa e tutti i cristiani hanno potuto raggiungere una coscienza più completa del mistero di Cristo, «mistero nascosto da secoli» in Dio, per esser rivelato nel tempo: nell'uomo Gesù Cristo, e per rivelarsi continuamente, in ogni tempo. In Cristo e per Cristo, Dio si è rivelato pienamente all'umanità e si è definitivamente avvicinato ad essa e, nello stesso tempo, in Cristo e per Cristo, l'uomo ha acquistato piena coscienza della sua dignità, della sua elevazione, del valore trascendente della propria umanità, del senso della sua esistenza. Occorre, quindi, che noi tutti - quanti siamo seguaci di Cristo - ci incontriamo e ci uniamo intorno a Lui stesso. Questa unione, nei diversi settori della vita, della tradizione, delle strutture e discipline delle singole Chiese o Comunità ecclesiali, non può attuarsi senza un valido lavoro, che tenda alla reciproca conoscenza ed alla rimozione degli ostacoli sulla strada di una perfetta unità. Gesù Cristo è stabile principio e centro permanente della missione, che Dio stesso ha affidata all'uomo. A questa missione dobbiamo partecipare tutti, in essa dobbiamo concentrare tutte le nostre forze, essendo più che mai necessaria all'umanità del nostro tempo". (GIOVANNI PAOLO II, Lettera Enciclica Redemptor Hominis)
Il Santo Padre, in apertura del suo pontificato, focalizzava l’attenzione su ciò che è centrale nella vita della Chiesa e nella fede di ogni cristiano: il mistero di Gesù. Se ci venisse chiesto in cosa crediamo, noi dovremmo rispondere, oggi come nelle prime comunità cristiane: «Noi crediamo che Gesù di Nazareth è il Signore». In questo sta tutta la nostra fede, sta il centro di ogni altra verità che proclamiamo, la ragione del nostro agire, la direzione del nostro camminare in mezzo agli uomini come Chiesa. Questa affermazione però, semplice e sintetica, racchiude l’infinita grandezza del mistero di Cristo, della sua natura e della sua incarnazione ed allo stesso tempo lo splendore della Rivelazione in Lui del volto di Dio come Trinità. Si intuisce come questa espressione sintetica custodisca una ricchezza che chiede l’applicazione attenta dell’intelligenza della nostra fede, per poterne dispiegare il funzionamento, il senso e il valore.
Siamo così al cuore della ricerca teologica. Dall’origine il pensiero degli uomini e delle donne di fede si è speso per indagare la profondità della verità dell’evento di Gesù. Questo è il cuore della teologia. E propriamente questo è il grande tema del terzo anno della nostra Scuola di Teologia per Laici; anno centrale, non solo in uno svolgimento cronologico, ma anche in un coerente percorso tematico. Dopo aver considerato la fonte di ogni discorso su Dio nella Scrittura e guardato al soggetto di questo parlare (cioè l’uomo) si entra finalmente ad analizzare il significato di ogni discorso su Dio. Da qui sarà possibile ripartire per comprendere il realizzarsi storico di questa verità nella forma del vivere ecclesiale (IV anno ecclesiologico) e della comune ricerca del bene (V anno morale).
L’articolazione nei tradizionali quattro moduli del prossimo anno cercherà quindi di fare luce sul senso dell’affermazione centrale della nostra fede che riconosce in Gesù il Figlio di Dio fatto uomo, «autore e perfezionatore della nostra fede», rivelatore del volto del Padre suo nello Spirito Santo e «via, verità e vita» di ogni uomo. In questa scansione la prima parte metterà a tema la struttura della fede in Gesù, la sua origine, il suo darsi nelle forme concrete; la seconda parte guarderà all’evento di Gesù, al suo darsi storico e alla sua pretesa veritativa; ulteriore passaggio sarà indagare l’affermazione su Dio che scaturisce dall’accoglienza del messaggio e della persona di Gesù; infine il confronto tra la pretesa veritativa della fede in Cristo e le grandi tradizioni di fede che incontriamo nel nostro contesto pluralista, ci impone di capire come articolare seriamente il dialogo tra le fedi religiose.
Il compito consegnatoci dalle parole di Giovanni Paolo II di partecipare tutti attivamente alla missione della Chiesa e di testimoniare oggi la verità di Cristo rende urgente l’applicazione della nostra intelligenza nell’indagare questo oggetto.
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