L’INTERNO

SGUARDO D'INSIEME

L’interno così come ci appare è il risultato delle radicali modifiche apportate dal Croce nel 1740-1741 e degli imponenti lavori di restauro condotti dal 2002 al 2004.
La navata centrale si presenta rialzata nella parte mediana con volta a botte unghiata e grandi finestroni ellittici con l’asse maggiore in posizione verticale; gli archi a tutto sesto sostengono colonne di granito che vennero rivestite in scagliola a finto marmo nel 1864; ogni campatella delle navate laterali ha voltine a cupola.
Le decorazioni di devono al pittore milanese Giovanni Valtorta, accademico prima e socio onorario poi dell’Accademia di Brera e noto per gli interventi nella chiesa di S. Carlo al Corso a Milano.

Foto di Maurizio Bianchi

Le quattro cappelle gentilizie che si aprono sul lato nord presentano dimensioni più ampie e differenti tra loro rispetto a quelle tutte identiche del lato sud in quanto risalgono al sec. XV e sono edificate su un terreno adibito a cimitero della chiesa, senza problemi di spazio.
Anch’esse, però, subiscono radicali rimaneggiamenti in età barocca: dopo la conclusione degli interventi sulle parti strutturali della navata e delle navatelle attuati dal Croce tra il 1740 ed il 1742, infatti, si pone mano alla loro “modernizzazione” avvenuta in un arco di tempo che interessa tutto il sesto decennio del Settecento e che produce rinnovate decorazioni e nuovi altari marmorei. Tra il 1864 ed il 1870, tuttavia, l’affreschista e decoratore Giovanni Valtorta, coadiuvato da Piazza e Marinoni, li riaffresca ex novo.
Pertanto, attualmente, soltanto in alcune di queste sussistono limitate parti di momenti decorativi antecedenti la seconda metà dell’Ottocento. Graffiti quattrocenteschi sono visibili nella cappella del Battistero, mentre nella cappella delle Santa Restituita ed Apollonia (ex cappella del Sacro Cuore) vi è un piccolo affresco votivo del sec. XV ed ora sono stati riscoperti graffiti dello stesso periodo e due monofore medioevali.
Le cinque cappelle del lato sud della chiesa, durante la radicale riforma della struttura interna dell’edificio attuata tra il 1740 ed il 1742 su progetto tradizionalmente attribuito all’architetto milanese Francesco Croce (1696-1773) e sotto la guida del capomastro abbiatense Gian Battista Baruzzo, vengono tutte razionalizzate in linea con l’ossario, costruito ai piedi del campanile nel 1734 e, conseguentemente, ridotte o ampliate a seconda delle necessità, unificandole dimensionalmente a 4 × 8 × 12 braccia.
Esse, negli anni seguenti, sono riccamente adornate da impianti decorativi differenti tra loro e nei quali, tra il 1864 ed il 1870, si inserisce l’opera del frescante Giovanni Valtorta coadiuvato dai decoratori Piazza e Marinoni.
Il Valtorta, nel suo operare, riprende o affreschi già presenti o li esegue ex novo inserendovi un nuovo intonaco su cui lavorare a fresco.
In controfacciata sono collocate la bussola e la cantoria realizzate in legno di noce con inserti di radica nel 1742 dell’intagliatore Giuseppe Cevinno su approvazione del progetto e perizia delle opere da parte del Croce. Furono restaurate nel 1826, L’organo, commissionato alla ditta organaria milanese Balbiani e Bossi, negli anni Tranta del Novecento, sostituisce un scomparso Serassi.

 

Tratto da:
AUTORI VARI –
Santa Maria Nuova, Oratorio dell’addolorata, San Bernardino
Edizione Parrocchia di Santa Maria Nuova Abbiategrasso, 2001
AUTORI VARI -
Santa Maria Nuova in Abbiategrasso - Banca Popolare di Abbiategrasso, 1990
FEDERICO CAVALIERI, MARIO COMINCINI -
Pittura nell’Abbiatense e nel Magentino - Società Storica Abbiatense, 1999
SANDRINA BANDERA, MARIO COMINCINI –
Pittura ad affresco nell’Abbiatense
Banca Popolare di Abbiategrasso, 1996
SILVANA LOVATI (a cura di) –
Storia, arte e restauri nella Basilica minore Romana di Santa Maria Nuova in Abbiategrasso – Edizione Parrocchia di Santa Maria Nuova Abbiategrasso, 2003

Parrocchia di Santa Maria Nuova - Abbiategrasso (MI)